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I sensori induttivi tutto metallo garantiscono un rilevamento affidabile nel nocciolo di un reattore nucleare

 

I reattori ad acqua pressurizzata in funzione in una centrale nucleare svizzera utilizzano barre di combustibile contenenti materiale radioattivo per produrre energia. Durante il funzionamento, i fasci di barre vengono immersi in acqua e un'apposita benna li rimuove quando il combustibile è esaurito. I sensori induttivi Contrinex tutto metallo rilevano la presenza di un fascio nella benna e verificano che la benna sia chiusa prima di iniziare il sollevamento.

Vantaggi per il cliente

·         Prestazioni di rilevamento assolutamente affidabili e ripetibili in condizioni molto critiche

·         Funzionamento in un ambiente ostile e pericoloso che prevede l'immersione in acqua

·         L'estrema affidabilità consente intervalli di manutenzione prolungati

Vantaggi specifici del prodotto

·         Struttura monoblocco in acciaio inossidabile V2A/AISI 303

·         Sensori leggeri, a tenuta ermetica, integrabili

·         La tecnologia brevettata Condet® garantisce distanze di intervento impareggiabili

Applicazione del cliente

In una centrale nucleare, il nocciolo del reattore è costituito da fasci contenenti ciascuno da 200 a 300 barre di combustibile. Il nocciolo è immerso in acqua, che serve sia da refrigerante sia per trasferire l'energia alle turbine di generazione. Le temperature del nocciolo possono superare i 300 °C.

I singoli fasci vengono rimossi periodicamente quando tutte le barre di combustibile sono esaurite. Una speciale gru dotata di un controller CNC X-Y, posiziona una benna direttamente sul fascio da spostare. La benna scende nell'acqua e afferra la parte superiore di un fascio, che viene quindi estratto dal nocciolo.

Sono necessari due sensori idonei a questo ambiente ostile e pericoloso: uno rileva la presenza del fascio nella benna, avviando la chiusura; il secondo rileva la posizione della benna, consentendone il sollevamento solo dopo la chiusura completa. La manutenzione avviene solo a intervalli di 18-24 mesi, di conseguenza è essenziale un'affidabilità eccezionale.

Soluzione del cliente

I sensori induttivi Contrinex Extreme della famiglia Full Inox sono progettati per ambienti straordinariamente complessi e sono ideali per questa applicazione. Costruiti da singoli blocchi di acciaio inossidabile V2A/AISI 303 con connettori M12 integrati, i sensori Extreme con grado di protezione IP68 e IP69K sono resistenti alla pressione fino a 80 bar (1160 psi), resistenti alla corrosione e impermeabili all'ingresso dell'acqua.

Questi sensori integrabili di diametro M12 sono lunghi solo 60 mm, hanno una distanza di intervento di 6 mm e sono montati direttamente nella struttura della benna. Sono leggeri e funzionano in modo estremamente affidabile senza compromettere il funzionamento corretto della benna. L'elettronica incapsulata sotto vuoto garantisce una resistenza ottimale a urti e vibrazioni e rende superflua un'ulteriore protezione elettrica o meccanica.

I sensori sono configurati con un’interfaccia PNP normalmente chiusa standard industriale e la connessione al sistema di controllo del cliente avviene tramite un cavo flessibile con guaina in PUR. Il connettore M12 consente di scollegarli e rimuoverli facilmente quando necessario.

L'accesso ai sensori è possibile solo a intervalli di 18-24 mesi, durante la manutenzione programmata. Per garantire un'affidabilità eccezionale, la doppia ridondanza compensa un eventuale guasto prematuro del sensore. In ogni benna sono montati quattro sensori, con due sensori identici in funzione in ogni punto di rilevamento. Nell'improbabile caso di un guasto, il funzionamento normale non viene compromesso.


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